testo Anton Cechov, Ben Kidd e Bush Moukarzel
regia Ben Kidd e Bush Moukarzel
con Rory Nolan, Rebecca O’Mara, Annie Ryan, Dylan Tighe, Breffni Holahan, Liam Carney
scenografia Andrew Clancy
effetti e scenografia Grace O’Hara
costumi Saileóg O’Halloran
luci Stephen Dodd
suoni Jimmy Eadie e Kevin Gleeson
coreografia Liv O’Donoghue

prodotto con l’aiuto di Battersea Arts Centre
commissionato da Battersea Arts Centre e Irish Art Centre
coprodotto da Dublin Theatre Festival, Baltoscandal e TnBA
progetto coprodotto da NXTSTP con il supporto di Programma Cultura dell’Unione Europea
Dead Centre
con il gentile sostegno di Culture Ireland 

 

Durata 1h e 10′
Prima nazionale
Spettacolo in inglese sovratitolato in italiano

Per la prima volta in Italia il collettivo Dead Centre di Dublino, Compagnia rivelazione della scena internazionale, con uno spettacolo che fa rivivere il primo grande dramma di Cechov, Platonov. Centrato sull’assenza del protagonista, apparentemente propone un allestimento classico, con samovar e costumi in lino bianco. Brillante e vivace, molto vicina allo spirito cechoviano, questa messa in scena ravviva il dramma dell’autore russo riportando la sua lucida critica sulla nostra società e sul teatro. Il pubblico viene provvisto di cuffie dalle quali ascolta lo spettacolo e i commenti live di uno dei due registi su ciò che accade in scena, in un gioco di ‘regia sulla regia’.

Non ho assolutamente niente a che fare con il teatro o la razza umana. Possono entrambi andare all’inferno.
Anton Cechov

Durante i tumulti della Rivoluzione Russa del 1917, Maria Cechov, sorella di Anton, mise molti dei manoscritti e delle carte più recenti del fratello defunto in una cassetta di sicurezza a Mosca. Nel 1921 gli studiosi sovietici aprirono la cassetta e trovarono un dramma. Il frontespizio era andato disperso. Valutarono che l’opera aveva troppi personaggi, troppi temi e azioni, e la archiviarono come irrappresentabile. Come la vita.
Dead Centre, i creatori di LIPPY (spettacolo vincitore del Premio OBIE 2014, del Premio per il Miglior Spettacolo agli Irish Theatre Awards, e vincitore al Fringe First, Herald Angel Award, Total Theatre Award), tornano a fare ingiustizia ad un grande drammaturgo. Cechov prima che fosse Cechov.
Chekhov’s first play ha vinto il Best Sound Design e l’Irish Times Theatre Awards 2015. Dello spettacolo hanno scritto:
“Un saggio su Cechov, sul teatro e sulla vita. Molto toccante.” Suddeutsche Zeitung, Berlino
“Un’impresa brillante. Affascinante da guardare.” Irish Times, Dublino
“Una versione iconoclastica e gioiosa di Platonov. Ci riporta all’essenza del teatro.” Le Monde, Parigi

Platonov è il primo grande spettacolo di Cechov, scritto all’età di diciotto anni, rivelatore della sua straordinaria inventiva formale e critica che amplierà presto la modernità teatrale. Vi sono descritti dei ricevimenti estivi della borghesia russa tenuti nel giardino della giovane sposa di un generale, Anna Petrovna – dei ricevimenti mondani fatti di chiacchiere compiacenti e di noia, a rappresentare una società che ha perso la percezione della Storia. In mezzo a loro, l’istitutore Platonov, in apparenza gioioso e brillante ma che mal nasconde i suoi desideri, le sue ambizioni e il suo disdegno per quella società atona che lo circonda. Egli sprofonda velocemente nella vanità, nel cinismo e nella disperazione. Platonov è il ritratto di un uomo ambiguo, dalla voglia di vivere spezzata e dall’ironia distruttiva.

 

www.deadcentre.org