testo e regia Michael De Cock
con Alice Spisa
ideazione e creazione Michael De Cock, Rudi Genbrugge, Mesut Arslan, Deniz Polatoglu
drammaturgia Kristin Rogghe
musica Rudi Genbrugge
scene Stef Depover
costumi Myriam Van Gucht
animazione film Deniz Polatoglu
disegni Luca Kortekaas

produzione KVS
coproduzione 
Progetto Europeo Be SpectACTive! – CapoTrave/Kilowatt Sansepolcro (IT), Bakelit Multi Art Center Budapest (HU), Domino Zagreb (HR), LIFT London (UK), Tanec Praha (CZ), Teatrul National Radu Stanca Sibiu (RO), York Theatre Royal (UK)

Durata 1 h
Prenotazione obbligatoria

Michael De Cock, direttore artistico del KVS di Bruxelles, lavora già da diversi anni sul tema dell’immigrazione. Nel suo lavoro da giornalista, nei libri e nelle opere teatrali, racconta di persone che si sono lasciate tutto alle spalle alla ricerca di un’esistenza migliore. Questo è il caso del libro di nonfiction “Aller/Retour” (2010) di Stefan Vanfleteren e degli spettacoli Saw It On Television / Didn’t Understand, Febar e Haven (2010).
Kamyon si svolge dentro il rimorchio di un camion, dipinto dal grafico Luca Kortekaas e adattato come un piccolo teatro per un massimo di 45 spettatori. Effettivamente molti migranti percorrono il tragitto verso l’Europa in queste condizioni. Ogni volta lo spettacolo è interpretato da un’attrice differente, nella lingua del Paese in cui viene rappresentato.
Kamyon si basa sul testo “Two small bags and ten million dreams” di cui è autore lo stesso De Cock. Una storia raccontata dal punto di vista di una ragazzina che emigra illegalmente con sua madre: in fuga dalla guerra del loro Paese di origine, in cerca di una vita in sicurezza. Il pubblico, seduto dentro il rimorchio del camion, vicinissimo alla scena, è condotto all’interno del mondo immaginario della ragazzina. Gli spettatori ascoltano la sua storia, la musica dal vivo e in questo modo diventano testimoni privilegiati del viaggio.

«Kamyon è uno spettacolo originale – commenta lo stesso De Cock – ambientato all’interno di un…camion-rimorchio. Una quarantina di spettatori, un po’ stretti, sono collocati di fronte a una ragazzina che racconta il viaggio dell’esilio. Il villaggio che ha abbandonato, la sua scuola diventata un “ammasso di pietre”, il traghettatore “Baffo dai denti d’oro”, il padre che la raggiungerà più tardi, la madre sulla quale ora lei veglia – non dorme, per evitare gli incubi. E poi discorrere con Dada, lo strano cavallo nascosto a sua volta dentro il camion. Sulle pareti del veicolo sfilano immagini minimaliste: cartine geografiche, cavalli e autostrade. Dietro di noi, in diretta, scoppietta la musica (sax, flauto, fisarmonica) e qualche rumore (la strada, il vento). Kamyon è uno spettacolo sobrio, poetico, sensibile e intimo, un eco politico di ciò che si chiama “la crisi dei migranti”».

«La scenografia, in questo spazio chiuso, è di una grazia e libertà totali… Questo intreccio di immaginario e di reale, sia nel testo che nella messinscena, la recitazione vertiginosa, la tensione e l’attenzione, fanno dello spettacolo un vero gioiello»
Le Monde Diplomatique

«Kamyon è un magnifico testo di Michael De Cock. Questo spettacolo poetico e a volte profondo, musicato da Rudi Genbrugge, vale come tutti i servizi sui rifugiati che si posso vedere o leggere»
Sceneweb.fr

www.kvs.be